Regola#317sentitipreziosa

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A tutte le Claudia, le Barbara, le Alessandra, le Paola.
A tutte le Anna, Giulia, Sara, Bianca, Sabrina, Michela, Giovanna, Beatrice, Nicole, Martina.

A tutte le donne che mi accompagnano in questo viaggio fatto di regole; ad ogni donna che in questo momento stia passando su queste righe.
Ad ognuna di voi, io lascio un compito oggi: ricordarvi sempre che siete preziose.

Da stamattina quando vi siete alzate a quando andrete a dormire, siete preziose.
Siete preziose quando vi guardate allo specchio, quando vi vestite, quando vi scattano una foto e non sapete mai se avete sorriso nel modo giusto.
Perché voi in posa non ci sapete stare, preferite la spontaneità.
Anche di un selfie, se serve.

Siete preziose nei figli che state crescendo – e diosolosa che fatica è – e in quelli che non avete messo al mondo, e voi sapete bene quanto sotto sotto vi faccia male.

Siete preziose quando per gli altri ci siete sempre, anche per chi non riesce a dirvi grazie.
Siete preziose quando quello che fate vi viene negato in faccia; siete preziose quando andate avanti per la vostra strada anche senza l’appoggio di qualcuno.

Siete preziose perché sapete stare sole, siete preziose perché sapete aspettare il momento opportuno.
Siete preziose perché sapete sopportare dei pesi insostenibili e ingiusti.
Siete preziose perché siete voi.

E per quanto a volte sia tremendamente difficile e l’umore non vi aiuta e tutto sembra sbattervi contro e la solitudine, porcaputtana, sembra il vostro amico più fedele e chi dovrebbe esserci non c’è e chi c’è non è come vorreste, anche quando sembra non sarete mai destinate a raccogliere quello che avete seminato e anche quando non venite capite.

Siete preziose.

E non importa se vi sembra di non farcela e vi riempite di bolle per lo stress e vi sentite sole quando siete circondate di persone e passate la giornata a risolvere i  problemi degli altri e nessuno che si renda conto dei vostri e aspettate un messaggio che non arriva e fate scelte che vi sembrano sempre un po’ sbagliate.

Non importa se chi avete di fianco vi butta ancora più giù, e non importa neanche se a fianco non avete proprio nessuno, o avete qualcuno che non riconosce il vostro valore – che è ancor peggio.

Siate stanche affamate golose spettinate bellissime struccate disordinate distratte tuttofare sorridenti musone senza forza o piene di energia.
Siate pazze.
Siate intense nella tristezza quanto nell’euforia.

Siate tutto quello che questa vita difettosa e balorda vi butta addosso, siatelo intensamente e paurosamente e senza sosta.

Ma in tutto questo, non dimenticate mai che siete preziose.

Anche quando tutto quello che vorreste è una barca per poterci tirare i remi dentro, ma sapete che tanto non lo fareste mai, perché il capitano siete voi.
E un capitano arriva sempre dove vuole arrivare.

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