Regola#263seiunadonna,nonuncarillon

263

SEI UNA DONNA, NON CARILLON

Lui apre il coperchio.

Tu ti raddrizzi, splendida nel tuo bianco tutù di tulle; ti posizioni nella migliore delle arabesque, ed inizi a girare su te stessa.
In sottofondo, quella musichetta metallica, ma allo stesso tempo dolcissima.
Sei felice. Ha aperto il coperchio.
Sei felice. Stai danzando.
Sei felice. Ti senti viva.
Lui chiude il coperchio.
E di te non si sa neanche come sei messa, perché non si può vedere una ballerina quando il carillon è chiuso.
E’ come se non esistesse più.
Come se fosse stata ingoiata dal suo stesso silenzio.
Lui apre il coperchio di nuovo.
Tu ti raddrizzi e ricomincia tutto daccapo.
Sei felice se lui decide di fare qualcosa.
Non esisti più se lui si fa i cazzi suoi, che non vuol dire necessariamente che sia cattivo o che non ti voglia più.
Semplicemente, nel suo mondo in questo momento non sei contemplata, fino alla prossima volta che avrà voglia di aprire il coperchio.
E tu via a danzare come una bambolina in tutù.
Ma sei davvero sicura che è questo che vuoi?
Ti basta davvero danzare solo quando lo decidono gli altri?
Vuoi davvero splendere soltanto quando qualcuno gira la molla?
No, amica mia.
Non lo vuoi tu, e fidati che non lo vuole neanche lui.
Non farti chiudere in una scatola.
Non dare a nessuno il potere di disporre della tua spontaneità.
Non sei nata per fare il carillon, ma per diventare la donna migliore che puoi.
Splendi a priori.
Chiunque tu sia e chiunque tu abbia accanto, splendi a priori.
Danza anche se sei scoordinata e canta anche se sei stonata e sorridi anche se ti verrebbe sempre e solo voglia di piangere,
perché la felicità è contagiosa e la prima che deve iniziare a farsi contagiare sei te.
Anche senza musica di sottofondo.

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