Regola#262coltivalatuadeterminazione

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COLTIVA LA TUA DETERMINAZIONE

Ed eccomi lì, seduta per terra, in canotta e mutande, in mezzo a tutte le mie borse sparse in giro per la stanza, che piango lacrimoni grandi come il sollievo che sto provando.
Strette in mano tengo due monete da quattro euro. Che sono tutto quello che mi è rimasto.

Ricordo come fosse ora che in quel momento mi sono sentita esattamente come Rossella O’Hara in preda alla fame, che scova una carota nella terra della sua Tara, la strappa con rabbia, l’addenta senza nemmeno pensarci, e giura su se stessa che non patirà mai più la fame.
Mi sento esattamente così, anche se sono in mutande seduta per terra e non ho propriamente il fisico esile e malaticcio di una che sta patendo la fame.
E sicuramente son ben lontana dall’essere figa come Vivien Leigh.

Ma il trionfo che ho provato è lo stesso.

Breve storia triste: vivo a Firenze, non riesco a star dietro alle spese, mangio tutte le sere soltanto pasta un bianco condita con un po’ d’olio e del formaggio grana.
Quella sera ho finito l’olio, il formaggio e anche i soldi.
Non ho più niente, ma non posso accettare di mangiare una pasta scondita.
Così mi metto a frugare dentro tutte le mie borse.
Le passo una ad una, cercando in ogni tasca e angolo, con rabbia e disperazione.
E alla fine, trovo quelle due monetine che mi permettono di comprare sia l’olio che il formaggio, e anche una bottiglia d’acqua frizzante.
Un vero lusso.

Stringo quelle monete, e giuro a me stessa che una sera così non l’avrei affrontata mai più.
Giuro a me stessa che, poco o tanto, nella mia vita avrei sempre avuto tutto il necessario per essere felice.
Giuro a me stessa che avrei sempre combatutto e scelto e amato e lavorato con ogni mio atomo per essere felice.
E così è stato.
Perché se c’è una caratteristica fondamentale con cui una donna nasce, è la determinazione.

Io ho scoperto la mia proprio quella sera lontana, seduta nel pavimento di una casa non mia, lontana da tutto quello con cui ero cresciuta e in cui mi sentivo al sicuro.
Sola, forse per la prima volta in vita mia.
Delusa da una vita che non stava andando come volevo.
Spaventata dall’odore della sconfitta che mi stava tallonando i piedi.
Terrorizzata dall’idea di non farcela.

E quel piatto di pasta senza niente sarebbe stato esattamente la rappresentazione del mio collasso.
Della mia débâcle.
Ma nessuno potrà scrivere la parola fine sul mio cuore, nessuno tranne me.
E l’ho scoperto proprio quella sera, con quelle due monetine strette nelle mie mani sudaticce.

Da allora, ho sempre fatto di tutto per coltivare la mia determinazione, falla crescere con me al passo delle mie sfide, dei miei momenti no, di tutte le volte che la vita – stronza come poche – mi ha fatto lo sgambetto.
Ogni volta che temo di non farcela, penso a quella versione di me seduta tra le borse, e capisco che invece ce la faccio, ce la farò sempre.
Anche se farcela dovesse significare chiedere aiuto, o cambiare temporaneamente rotta, o rallentare il passo, o mettere in cantina per qualche tempo i miei sogni.
Ma senza trascurare mai la mia determinazione.

E sta funzionando; perché oggi ho tutto quello che voglio.
Ho la vita che volevo – anche se devo accettare i soliti, noiosi, piccoli compromessi quotidiani.
Ho un tetto sulla testa che mi sono conquistata da sola, e che parla di me in ogni stanza in ogni colore in ogni serratura in ogni sfumatura. Anche nei dettagli che non ho ancora finito di completare.

Sono circondata dagli affetti che ho volontariamente scelto di portare con me; poche, preziose persone cui darei in mano la mia vita anche ora, anche adesso.
E allo stesso tempo ho volontariamente – seppur dolorosamente – deciso di recidere tutti quei legami che mi rendevano una persona spenta e senza l’alone di energia con cui sono nata.

Sono riuscita pure a concedermi il lusso, la fortuna, il rischio, l’immensa gioia di godere di un amore nuovo, ma talmente pieno di tutto quello che ho sempre voluto, che mi sembra di amare da sempre quella persona lì.

E tutto questo perché quella fredda, lontana sera toscana ho deciso con tutta la determinazione che avevo dentro che io voglio essere felice.
Voglio sentirmi assolutamente all’altezza di tutta la vita che mi è capitata e mi capiterà addosso.
E se posso farlo io, puoi farlo anche tu.

Coltiva la tua determinazione, affidale le tue speranze, i tuoi obiettivi, i segreti che non riesci a confidare a nessuno.
Affidale il tuo destino, perché non c’è nulla che una donna determinata non possa conquistare.

A partire proprio da questo preciso istante qui.
E allora, sei pronta per riprenderti in mano ciò che è tuo?
Pronta per iniziare ad ottenere davvero quello che vuoi?
Sii determinata.
E avrai già iniziato ad ottenerlo.

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