Regola#228volerbenenonsignificasemprevolereILbene

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…Ci sto pensando mentre mi trovo tra le mani un ciondolo d’oro a forma di orsetto che tiene fra le mani un cuore, regalo di mamma e papà quand’ero ragazzina..
VOLER BENE NON SIGNIFICA SEMPRE VOLERE IL BENE

Compleanno di Giulia, la mia nipotina, cui voglio un bene dell’anima, ragione per cui devo trovare un regalo giusto, importante, all’altezza del bene che le voglio.
Ci sto pensando da qualche giorno.
Ci sto pensando anche mentre sistemo collane orecchini anelli ciondoli che uso di solito, e che ogni tanto tolgo dalla scatola che tengo sul comodino e rimetto al loro posto, collane con collane e orecchini con orecchini e anelli con anelli e ciondoli con ciondoli.
Ci sto pensando mentre mi trovo tra le mani un ciondolo d’oro a forma di orsetto che tiene fra le mani un cuore, regalo di mamma e papà quand’ero ragazzina, e che non ricordavo più di avere, perché ho smesso di indossare orsetti che  tengono in mano cuoricini da molto, molto tempo.
E’ leggero, piccolino, ma pieno di tenerezza.
Il pensiero corre automaticamente a Giulia, perché anche lei è così: piccolina, ma piena di tenerezza e di una vivacità mentale che a volte mi mette all’angolo.

Mi rendo conto che ho trovato il regalo perfetto; una sorta di “cimelio” di famiglia, che i miei hanno regalato a me perché mi vogliono bene, e che io regalerò a Giulia perché le voglio bene.
Assolutamente perfetto.
E scriverò anche un bigliettino, anzi no, un vero e proprio biglietto d’auguri, anzi no, una vera e propria lettera di buon compleanno dove racconterò a Giulia la storia di quell’orsetto d’oro con un cuoricino in mano, l’affetto che l’ha portato da me, l’affetto che ora lo porta da lei. Le spiegherò l’importanza che questo ciondolo ha per me e spero abbia per lei, e le augurerò che le porti sempre tutto il bene che noi le vogliamo e che con l’orsetto accanto lei non dovrà mai sentirsi sola e che magari un giorno potrà decidere di regalarlo a qualcuno cui lei vuole bene quanto gliene voglio io.
Assolutamente geniale; una scelta, oserei dire, quasi da romanzo sentimentale sui legami familiari.
Non vedo l’ora di vedere la faccia che farà Giulia quando le darò il pacchettino.
Perché io voglio bene a mia nipote.

Un momento.
Facciamo un salto indietro, torniamo sopra di qualche riga.
Ecco, proviamo ad immaginare la faccia che farà Giulia quando sua zia – quella che si vanta di essere la zia più gnocca e originale – le darà un pacchettino con una lettera.
Lo so io che faccia farà. Sarà una faccia delusa.

Perché Giulia compie 9 anni, e a 9 anni pensi che tua zia sia la migliore del mondo se ti porta al cinema e se ti fa mangiare sul tappetto del salotto e lei mangia le stesse tue patatine ketchup e grassi sdraiata sul tappeto con te e se ti fa stare sveglia un po’ più del solito, e se quando andate a dormire ti lascia dormire nel lettone.
A 9 anni sogni un microfono col karaoke e tutte le canzoni di Violetta già memorizzate, o un costume nuovo per il saggio di ginnastica artistica, o qualche altro gioco di quelli che riempiono le pubblicità fra un cartone e l’altro.

Un ciondolo in oro no, non va proprio.

Perché qualche volta volere bene non implica necessariamente volere IL bene della persona che amiamo.
E troppe volte ci dimentichiamo di questo passaggio fondamentale.

Quando devi prendere una decisione che ricadrà forzatamente su qualcuno cui vuoi bene, che si tratti di un regalo che vuoi farle o di ragionare su scelte che potrebbero essere ben più importanti – domandati sempre se stai agendo anche per il suo di bene, oltre che spinta da quello che senza dubbio provi tu.
Mettiti nei suoi panni, immaginati al posto suo, con la sua testa con il suo cuore e nella sua vita, non nella tua.
Sposta il tuo punto di vista al secondo posto, per questa volta, e metti al primo posto quello che deve essere il bene della persona che hai accanto.
Domandati se coincidono.
Se senti essere così, allora stai facendo la scelta giusta.
Se tuttavia senti che le due cose – il bene che tu vuoi a quella persona e quello che rappresenta il bene per quella persona – non coincidono, fai un passo indietro.
Scegli il bene di chi ti sta vicino; moltiplicherà all’ennesima potenza il bene che quella persona ti vorrà.
E sarà una gioia ancora più grande.

Ah, dimenticavo.
Il mio regalo per Giulia? Un pouf, esattamente come quello che io ho in salotto e che lei adora, sul quale passa quasi tutto il tempo quando viene da me continuando a dire che-bella-questa poltrona-e-che-morbida-e-che-bella-e-come-ci-starei-bene-anche-a-casa-mia.

Per l’orsetto d’oro con cuoricino e la lettera ci sarà tempo quando Giulia sarà più grande; intanto lo tengo con gli altri ciondoli, e nel frattempo io indosso una cosa molto, molto, molto più adatta a me: un piccolo rospetto in argento rosato, en attendent mon prince….

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