Regola#131letteraaunbambino(nonancoranato)

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Non smettere mai di sorridere, bambino mio, perché sorridere è un allenamento che porta grandi risultati. E poi è contagioso.

Immagino da sempre come sarà averti, e come sarai tu.

Mi immagino nella tua attesa da quando ho cominciato ad aspettarti. E anche se, anno dopo anno e storia dopo storia, venirti a prendere sembra un viaggio che si sfuoca sempre di più, e sembri diventare quasi impossibile, io penso ancora a quello che ti dirò, piccolino.

E adesso queste cose le voglio scrivere, così rischio di non dimenticarle, e magari – aspettando di aspettarti – ci sarà qualche mamma che vorrà prenderle in prestito.

Non lo so se il posto e il momento che ho scelto per metterti al mondo ti piacciano; non so nemmeno se – sotto sotto – ti piaccio io, o se per te avresti preferito una vita con delle coordinate diverse. Ma oramai le carte sono scoperte, piccolino mio, e il tuo momento è questo.

Questa è la tua chance, questo è il tuo turno, la tua occasione di fare della vita che ti ho dato qualcosa di straordinario. Ecco il tuo primo compito, amore mio: non smettere mai di vedere in te qualcosa di straordinario, perché lo stai diventando ogni giorno che passa, da quando ti ho visto in foto che eri un fagiolino nella mia pancia, a quando ti ho annusato per la prima volta che eri un rospetto tutto rosso, bagnato e sorpreso di poter stare bene anche senza acqua tutto intorno.

Sorpresa. Impara ad accettare che ogni giorno, ogni minuto, ci potrà essere qualcosa che ti sorprenderà, e non sempre saranno cose belle; ma spero tu non perda mai la capacità di stupirti, perché sta tutta lì l’abilità di resistere ai pugni in faccia e non mollare mai, o di godere delle cose semplici come se fosse la prima volta che le fai.

Sii curioso, bambino mio, sii più curioso che puoi. Chiedi, indaga, osserva, non dare mai nulla per scontato e non credere mai a tutto quello che ti viene detto o imposto o che trovi scritto o che trovi spiegato. Metti in discussione anche quello che dico e faccio io, se serve, perché voglio il tuo rispetto per la persona che sono, prima ancora che per il fatto che sono tua madre.

Non permettere mai che io ti faccia trovare tutto pensato.

Discuti con me, arrabbiati con me, ma non lasciare mai che noi si vada a letto arrabbiati. Non concludere mai la giornata arrabbiato con qualcuno, e soprattutto non concludere mai la giornata arrabbiato con te stesso.

Credi sempre e solo in quello che ti accende qualcosa dentro; e combatti, figlio mio, combatti senza paura per difendere quello in cui credi e le persone che ami; combatti per loro, e loro combatteranno per te. Credi in loro, e loro crederanno in te.

Fa’ di tutto per diventare una persona buona, perché la bontà è come una sedia sempre pronta ad accogliere qualcuno da tenerti accanto.

Impara a farti rispettare per quello che vali, sarà l’unico modo per mettere il tuo valore sempre al primo posto.

Chiedi scusa quando hai sbagliato, ma non essere come me che a volte rischio di chiedere scusa anche per l’aria che respiro troppo vicino agli altri. Hai lo stesso diritto alla vita e alla felicità che hanno tutti accanto a te.

Apprezza la diversità, il confronto, la discussione, quando si tratta di conoscere quello che pensano gli altri, ma non pensare mai che quello che gli altri pensano sia più giusto rispetto a quello che pensi tu.

Ascolta sempre e solo musica vera, ascolta quanta più musica che puoi, e impara a suonare uno strumento. Ti aiuterà a sentirti meno solo quando avrai poca voglia di stare in mezzo alla gente. E farà felice la gente sola, se ti capiterà di suonare per loro.

Abbracciami, qualche volta, anche quando sarai diventato grande. Perché non smetterò mai di avere bisogno di tenerti fra le braccia e annusarti la nuca, come facevo quando eri piccolo piccolo.
Ma quando sarà il momento di staccarti da me – perché prima o poi sarà così – ti chiedo di essere forte tu per tutti e due, perché io non lo so se avrò voglia di lasciarti scappare via.

Perdona la gente che fa troppo rumore; sono pochi quelli che riescono a farsi valere anche sottovoce, e tu devi essere uno di questi pochi.

Allontana da te la paura. E’ un limite che non ti puoi permettere.

Impara a dire di no, ma quando serve buttati, e vivi quanta più vita puoi.

Impara a bluffare se serve, ma ricordati che la verità vince su tutto.
Perdona tutti gli errori che ho fatto e farò con te: credi, agisco e agirò sempre pensando di fare ciò che è meglio per te. Questo non mi assolve, certo, dalle volte che come madre ti deluderò; ma forse più farti capire quanto io ti voglia bene.

Cerca di scegliere sempre dei buoni amici, degli amici che siano come te e abbiano la stessa tua luce pulita negli occhi; preferisci sempre il gruppo, al branco, perché nel gruppo saprai tirare fuori il meglio di te. Nel branco no, davvero no.

Non rinunciare mai alla tua libertà, alla libertà di ciò che pensi e sei e scegli di voler amare. E guai a te se provi a limitare la libertà delle persone che ti stanno accanto: diventeresti un uomo pieno di rancore, e vivere nel rancore è come camminare con delle enormi catene alle caviglie che ti impediscono di sollevare i piedi da terra.

Ricordati che ognuno di noi ha un dono, e il tuo compito inizialmente sarà proprio quello di capire qual è il tuo. Questo ti farà sentire grato, speciale e allineato con la tua essenza. E non importa se poi farai del tuo dono una professione o una vocazione o una passione: tutto quello che voglio è che tu sia realizzato e fiero di te.

Ecco, io lo sarò sempre, ma sono tua madre, sono di parte e non faccio testo su questo.

Ricordati che la bellezza è un concetto relativo: cercala, coltivala, apprezzala, ma solo quando parte da dentro e ti arriva dentro; se ti limiti a considerare bella una cosa solo per come appare, diventi come un cieco che vuole fare il critico d’arte: per niente credibile.

Preparati alla sofferenza, perché ci sarà, e io ho le mani legate in questo. Prenderei tutte le lacrime del mondo su di me per evitarti di piangere, ma non sarebbe giusto: è anche attraverso le lacrime che ripulisci gli occhi dalle pagliuzze sbagliate.

Ricordati sempre di ringraziare le persone che fanno una cosa gentile per te; le farai sentire importanti, e ci saranno ancora quando ne avrai bisogno.

Non smettere mai di sorridere, bambino mio, perché sorridere è un allenamento che porta grandi risultati. E poi è contagioso.

Infine, piccolo mio, perdona questa tua mamma che finora ha scritto pensandoti un maschietto; un po’ mi è venuto spontaneo, un po’ ho la certezza che se sarai una bambina potrai sorridere su questa lettera al maschile. L’ironia è donna, tesoro, lo sanno bene anche tutte le tue zie che stanno leggendo queste righe.

Che tu sia un maschietto o una femminuccia, io intanto continuo ad accarezzarmi questa pancia vuota – io, più quercia, che melo – ma dopotutto lo faccio sorridendo. Perché finalmente queste cose sono riuscita a dirtele. E sono sicura che dovunque tu sia, sei riuscito a sentirmi.

Prima o poi ci incontreremo, bambino mio. Tu sarai un rospetto che ha appena iniziato a respirare, io un tronco appena diventato albero da frutto; ci guarderemo, e nell’attimo esatto in cui le traiettorie dei nostri occhi si incontreranno, saremo entrambi due vecchi che tengono le fila della stessa umanità.
Io capirò che della vita tu sapevi già tutto; tu accetterai di dimenticare tutto quello che sai per impararlo di nuovo con me.

E il nostro legame di madre e figlio comincerà proprio in quello sguardo lì.

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