Regola#101svuotaletaschedaisassiinutili

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…Da domani, ogni volta che senti di avere un pensiero in procinto di diventare sasso, lascialo andare. Lascialo cadere. Fallo diventare percorso…
SVUOTA LE TASCHE DAI SASSI INUTILI

Prima di leggere questa regola, fermati un secondo, e prova a toccare i sassi che hai in tasca.

Come dici? Non ne hai? Sicura?

Certo che sono sicura, penserai, perché non essendo io né una speleologa, né una geologa, e tanto meno una che gira vedendo e raccogliendo sassi a forma di cuore in ogniddove, in tasca non ho proprio nulla.

Controlla bene, insisto io.

Che due palle, pensi tu. Possibile che una presunta presuntuosa scrittrice sia qui a farmi perdere tempo pensando che nelle tasche io possa davvero avere dei sassi?

Controlla bene. Controlla, ti dico.

E tu per un millesimo di secondo quasi quasi la mano nella tasca sei tentata di metterla davvero. Puta caso che si stia avverando una situazione stile “La Storia Infinita”, dove realtà e letteratura si intrecciano e te diventi la protagonista di un best seller.

Ma sassi sei sicura che non ne hai. Non ne hai nelle tasche dei jeans, e della giacca, e della camicia. Proprio non ne hai.

Ma nelle tasche dell’anima, hai guardato?
In quelle piccole pieghe della tua esistenza che si formano a forza di venire sballottata dalla vita, come un lenzuolo steso dietro casa, con il vento che ti colpisce da ogni angolo e ti tocca diventare asciutta anche se non vuoi, e anche se il vento è gelido.

Prova a contare quanti sassi hai accumulato soltanto oggi.

Quel pensiero che ti ha sorpresa mentre giravi il cucchiaino del caffè, realizzando che oggi sono due giorni che quella bolletta è scaduta e mica ce la fai a pagarla subito. Quello è un sasso che ti sei messa nelle tasche dell’anima.

Quel pensiero che ti ha accompagnata mentre andavi a lavoro e ripensavi alla litigata fatta con tua sorella la sera prima, perché non vuole accettare che la pensiate diversamente su tutto. Un sasso.

Tua figlia fra un mese ha gli esami, e tutto quello che sa fare è chattare con le amiche e risponderti che devi stare “scialla”, e ti fa una rabbia che vorresti poterle spiegare tutto quello che sai – e che hai imparato semplicemente nascendo prima di lei – ma tanto non capirebbe e nel tuo cuore sai che non serve. Ma continui a pensarci. Un sasso (bello pesante).

Ti guardi allo specchio, e vedi un capello bianco che – cazzocazzocazzo – fino a ieri non c’era. Sasso.

Lui non ti chiama. Non lo senti da quattro giorni, da quando cioè vi eravate visti perché volevi chiudere, chiudere a tutti i costi, e poi come sempre ci sei finita col fare l’amore, e lui ancora una volta a giurarti che prima o poi sarebbe stato solo tuo. E poi silenzio. Un sasso (anzi, un macigno).

E intanto la giornata va avanti, e tu accumuli sassolini su sassolini dentro di te.

Esci dal lavoro, un po’ tesa per quella mail che non sei riuscita a spedire. Altro sasso.

Tra qualche mese devi dare la tesi. Una tesi che devi ancora iniziare a immaginare. Sasso.

Sei in macchina – ovviamente già in ritardo rispetto a quello che devi fare – e c’è un traffico mai visto e ci sono 4 messaggi cui rispondere e due chiamate perse da recuperare e troppe persone che si aspettano qualcosa da te. Sassi, sassi e ancora sassi.

E adesso dimmi, sei proprio sicura di non avere le tasche piene di sassi? Io dico di sì, ma ti dico anche che di tutti questi sassi, dovresti imparare a tenere solo quelli belli e lasciare andare tutto il resto.

Perché tanto, la vita va avanti comunque, ma si affronta molto meglio con il cuore leggero e l’anima libera da pesi inutili.

Porta con te solo quello che davvero dipende da te, ed impara a filtrare i pesi che devi sopportare per forza.
Ricorda che prima di tutto, prima di essere la mamma che sei e la figlia che sei e la moglie che sei e la sorella che sei e l’amica che sei e la cognata che sei e la nuora che sei e la professionista che sei e tutto il resto di quello che sei, tu sei te stessa. Non puoi risolvere i problemi di tutti, e non puoi portare i pesi di tutti.

Da domani, ogni volta che senti di avere un pensiero in procinto di diventare sasso, lascialo andare.
Lascialo cadere.
Fallo diventare percorso.
Usalo per segnare il cammino che ti racconti tutta la vita che hai vissuto finora, e che possa dimostrarti l’unica evidenza possibile: sei una grande Donna, Pollicina!

 

 

 

 

 

 

2 thoughts on “Regola#101svuotaletaschedaisassiinutili

  1. Bello.
    Ma quell’opprimente sasso, che prima o poi dobbiamo togliere o lasciar cadere, mi ha fatto venire in mente il pensiero neoplatonico di Michelangelo…
    Egli considerava la vita come uno stadio imperfetto dell’esistenza, in cui l’anima è prigioniera della materia, proprio come una statua è racchiusa in un sasso.
    “Non ha l’ottimo artista alcun concetto / Ch’un marmo solo in sé non circoscriva / Col suo soverchio, e solo a quello arriva / La man che ubbidisce all’intelletto”.
    Insomma è più bella la via “di levare”.

    1. Orfeo sosteneva che l’anima fosse una scintilla divina, e che dovesse essere liberata dalla prigionia del corpo.
      Amo Michelangelo in ciò che ha creato, conosco meno il suo pensiero. Condivido che la vita sia uno stadio imperfetto dell’esistenza, e proprio per questo ho a cuore la mia imperfezione, così come tutti i sassi inutili che sto imparando a gettare.
      EBT

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