Regola#78anchequandononhaisceltapuoisceglierecomevivere

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…Shit happens. La merda accade. E non importa se stiamo parlando di cose grandi o piccole…
ANCHE QUANDO NON HAI SCELTA PUOI SCEGLIERE COME VIVERE

 

Un’ora e dieci. Sono stata via soltanto un’ora e dieci, dalle 1820 alle 1930 di un lunedì d’ottobre, quando a quell’ora inizia a far buio per la prima volta dopo mesi.

Apro la porta e vedo un orecchino per terra. Mi sarà caduto quando ho preso le chiavi della macchina dal mobiletto lì a fianco, penso. Lo raccolgo e rimetto nella scatolina che uso come svuota tasche.

Alzo lo sguardo e vedo le ante della libreria aperte, i cassetti tolti dal loro posto e messi sul divano. Tutti quanti. Sono proprio una ragazza disordinata, penso. In effetti, prima di uscire avevo frugato dappertutto per cercare la carta di credito, che nascondo per non cadere nella tentazione di usarla ma poi inevitabilmente mi serve e ogni volta non mi ricordo mai dove l’ho messa così devo rovesciare tutta casa per trovarla.

Sul divano c’è anche la piccola scatolina in legno dove ogni tanto nascondo i contanti. Ogni tanto, cioè le poche volte che ho dei contanti da nascondere. Difatti in questo periodo sono piuttosto al verde, chissà perché ho aperto quella scatolina prima.

Faccio tutti questi pensieri ancora ferma sulla soglia, con la porta aperta dietro di me. Butto l’occhio verso destra, in camera da letto. Sono proprio sbadata, penso, ho lasciato la luce accesa. Devo proprio stare più attenta. Sarà mica colpa dell’età? Toccherà mica mettermi in casa una badante prima di un marito? O invece di un marito? Mentre immagino come organizzare la mia ormai prossima vecchiaia, oltre alla luce accesa noto qualcos’altro di strano in camera: un’anta dell’armadio è aperta, e ci sono tutte le cose buttate per terra. Uhm. Che strano.

Mi avvicino e vedo tutto l’armadio svuotato. Oddio. Non ci posso credere. Un animale selvatico dev’essere entrato in camera. Sarà rintanato sotto la montagna di roba, penso. Ma mentre cerco di capire che tipo di animale selvatico possa vivere in un paesino di campagna e aver voglia di arrampicarsi fino al primo piano di casa mia, guardo verso la porta finestra. Aperta. Scassinata in quattro punti.

E finalmente la realtà sbatte sul mio cervello che fino a quel momento si era rifiutato di farla entrare. Per la prima volta in vita mia, e per la prima volta da quando vivo sola, ecco realizzato uno dei miei incubi peggiori. Ladri.

E tutto il resto è cronaca, riassunta nel verbale dei carabinieri che contiene la descrizione delle tre catenine che mi hanno portato via; valore economico infinitesimale, valore affettivo enorme. Ed è un peccato che quegli stronzi non sapranno mai la storia che quei ninnoli raccontavano.

Dopo un paio d’ore, mi ritrovo da sola a casa – una casa violata – in preda a pensieri che non fanno che peggiorare la situazione: se solo avessi chiuso i balconi, se solo non fossi uscita, se solo fossi tornata prima.

Se solo avessi nascosto meglio le catenine e se solo non fossi venuta a vivere in una casa senza allarme e se solo fossi rimasta con il mio ex e se solo e se solo.

Se e solo se.

E se solo cosa? Alt. Fermi tutti. La vita segue le stesse regole di una ricevitoria del lotto: non si accettano puntate il giorno dopo. E visto che nessuno possiede una macchina del tempo, quando ti trovi a non avere scelta devi ricordare che una scelta c’è sempre: perché dipende solo da te decidere come affrontare tutto quello che ti coinvolge.

Shit happens. La merda accade. E non importa se stiamo parlando di cose grandi o piccole: di un vaso che ti scivola dalle mani e va in frantumi, della parola sbagliata detta quando proprio non dovevi, di una multa che hai preso perché correvi troppo o di qualsiasi altra cosa che, giusto un secondo dopo che è accaduta, ti sembrava assolutamente evitabile.

Ciò che conta in questi casi è il tuo modo di gestire la situazione. Puoi fare due cose: o subire o reagire. I deboli subiscono, i forti reagiscono. E tu sei immensamente forte, quindi tutto quello che devi fare è rimboccarti le maniche e lavorare sui tuoi pensieri per direzionarli nella parte giusta: quella che va avanti. Indietro vanno solo i gamberi, Benjamin Button e le persone che hanno paura. E tu non rientri in nessuna di queste tre categorie.

Avanti sempre, ragazza mia, nonostante tutto. Ecco la scelta che puoi fare sempre. Power to you, donna!

 

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