Regola#77nonaccontentartidelleco,fasentirelatuavoce

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perché il mio corpo e la caffeina andiamo d’accordo solo quando è dentro al fondotinta roll-on che uso per nascondere le occhiaie…

NON ACCONTENTARTI DELL’ECO, FA’ SENTIRE LA TUA VOCE

Ore 17.30. Suono alla porta del mio terzo allievo della giornata. Stavolta sono pronta. Mi sto ripetendo da 10 minuti e 7 km lo stesso mantra: no, grazie signora, sono a posto così. NO GRAZIE SIGNORA, SONO A POSTO COSI. NOGRAZIESIGNORASONOAPOSTOCOSI.

Stavolta sono più determinata che mai. Anche perché non ce la faccio più.

Il mio allievo apre la porta, mi saluta sorridendo. Sento il borbottio della moka sul fuoco. Lo sapevo.

No grazie signora sono a posto così. no grazie signora sono a posto così. no grazie signora sono a posto così.

Ciao cara! Ben arrivata! Stavo proprio aspettando te per bere il caffè! MI fai compagnia, vero?

Scuoto leggermente la testa aprendo la bocca per fare in modo che esca la frase giusta, quella frase che ho preparato con cura e dedizione. E tutto quello che riesco a dire è: ehm…CERTO!

Eccalà.

Per l’ennesima volta non sono riuscita a far sentire la mia voce, e a dire a quella mamma gentile e premurosa che quello sarebbe stato il 4 caffè della giornata, e che io di solito manco bevo quello normale ma preferisco l’orzo o il ginseng, e che se già bevo anche solo un caffè d’orzo dopo le tre del pomeriggio già so che passerò tutta la notte sveglia perché il mio corpo e la caffeina andiamo d’accordo solo quando è dentro al fondotinta roll-on che uso per nascondere le occhiaie.

Bevo il caffè ascoltando quella mamma gentile e premurosa che mi descrive l’ultimo ritrovato in fatto di zucchero ipocalorico, mentre nella mia testa appare l’immagine di me che tenterò invano di prendere sonno quella sera, con gli occhi tanto fuori dalle orbite da poter usare le ciglia come extension. Ed è tutta colpa mia.

Per l’ennesima volta, invece di far sentire la mia voce mi sono accodata all’eco della voce di un’altra persona, prendendo per mie le sue parole. Cosa che ho fatto per troppo tempo, fino a quando mi sono resa conto che non esiste proprio.

La mia voce è mia.La tua voce è tua.

E non importa che a te possa apparire brutta e storta o armoniosa e dolce, acida come il suono di un violino zoppo e marcio o rotonda come la pancia di una mamma che aspetta il suo primo bambino.

Non importa se quando la senti, sembra una voce tutta diversa rispetto a quello che credi di essere tu.

E’ la tua voce, e ti è stata donata apposta per esprimere quello che pensi. E allora cosa aspetti? Fallo!!!

Smettila di salire sull’eco degli altri! Alza la voce, che si tratti di scegliere il film da vedere il mercoledì sera con le amiche, o suggerire in famiglia un investimento che ti pare vantaggioso o aiutare tua figlia a decidere quale abito indossare il giorno del suo diciottesimo compleanno.

Che si tratti di dire in faccia ad una persona perché ti senti così lontana da lei, o di organizzare la gita fuori porta a pasquetta.

Non temere mai di dire quello che pensi, e soprattutto non pensare mai che i tuoi pensieri non valgano la pena di avere una voce tutta loro – la tua – per saltar fuori.

L’eco è una delle poche parole della nostra lingua che, al singolare, è di genere sia maschile che femminile: quindi è il massimo della spersonalizzazione, il top del non volersi sbilanciare mai, il neutro in qualcosa che neutro non dovrebbe essere mai: la parola.

Scegli sempre di essere ed esprimere te in tutto e per tutto, e lascia l’eco a chi non sa cosa vuole dalla vita. Che non è il tuo caso, giusto?

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