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BISOGNA UNIRE TUTTI I PUNTINI PER CAPIRE IL DISEGNO

Che l’amore faccia male, ma un male cane, l’ho scoperto per la prima volta in quinta superiore, non tanto per esperienza diretta, quanto piuttosto attraverso le lacrime di una mia compagna di classe.
Era seduta sul portaombrelli, tra le mani teneva una lettera, e la tristezza che aveva in volto mi spezzò letteralmente il cuore.

Mi promisi quel giorno che a me non sarebbe capitato mai.

Promessa non mantenuta, ovviamente, perché per amore ho pianto talmente tanto che mi stanca anche ricordarlo, ma ancor più delle lacrime versate, quello che mi ha sempre turbata è stato non capire perché certe storie, certe situazioni, certe persone siano capitate proprio a me.

Fino a quando non ho conosciuto la mia amica B., e proprio grazie a lei ho capito che bisogna unire tutti i puntini delle faccende umane per capirne il disegno.

Ecco com’è andata.

Puntini 1 – 4. Io che inizio ad insegnare in un istituto professionale, ed incontro Z., affascinante e misterioso collega che insegna disegno. Bello, impossibile e maledettamente stronzo.
Uno di quei tipi da cui sarebbe meglio stare alla larga, e io ovviamente me ne innamoro all’istante.

Puntini 5-10. Io e Z. iniziamo a vederci. Una meravigliosa storia d’amore per me, una normale avventura di sesso per lui; a pensarci ora, mi domando come abbiamo fatto a vivere così diversamente la stessa situazione.
Passo due anni ad inseguirlo, struggendomi in un amore che è stato tutto un “maledetto il giorno che t’ho incontrato” e un “perché proprio a me?”.

Puntini 11-16. Intanto, tra pause e riprese, tra mie relazioni e suoi fidanzamenti, la storia va avanti per quasi 6 anni – ovviamente soltanto nelle fasi in cui entrambi eravamo single – fino a quando ci rendiamo conto che quello che ci lega non è più attrazione o passionalità, ma un semplice ed onesto legame d’amicizia.

Puntini 17-19. Devo aprire il blog, ma non so da dove cominciare.
Mi aiuta lui, che passa una sera a casa mia ad impostare copertina, stile, format di Eustachia BonTon.
E inizia anche a leggere quello che scrivo, e a suggerire le mie regole alle sue amiche.
A una di queste, il blog piace proprio tanto. Inizia a leggermi anche lei, ci scambiamo qualche messaggio di stima, fino a quando chiediamo a Z. di organizzare una serata tutti e tre.

Puntini 20-21. Ed eccoci qui, seduti allo stesso tavolo. W. che ha tanto amato Z., B. che con Z. c’ha avuto una storia pure lei, Z. che ha saputo lasciarsi scappare non una, ma due donne così.
Io e B. chiacchieriamo per tutta la sera, e da allora non abbiamo mai smesso, perché è diventata una delle mie più care amiche.

Ecco uniti i puntini, ecco il senso che quella storia strampalata ha avuto nelle nostre vite: fare incontrare due persone che erano destinate a diventare amiche, di quell’amicizia bella e pura e semplice e entusiasta e forte che le donne sanno creare fra loro.

Ne abbiamo parlato poco tempo fa, io e B., ridendo e finalmente chiudendo quella porticina rimasta aperta da tanti anni con Z., una di quelle classiche porticine che abbiamo tutte nel cuore quando una storia non va come avremmo voluto.

Puntini 21-23. Molti anni dopo, ho rivisto quella mia compagna di classe delle superiori.
Parlando, abbiamo rivissuto quel giorno in cui l’avevo vista piangere e mi ero resa conto che l’amore fa un male cane. Non so perché, ma le ho chiesto chi fosse l’autore di quella lettera. Piccolo e strano questo mondo, dove siamo in 9 miliardi di persone eppure a volte basta poco a fare incrociare le nostre vite.

Perché quella lettera, l’aveva scritta Z.

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