Regola#339appassionatipernonappassire

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APPASSIONATI PER NON APPASSIRE

Amalia Liana Negretti degli Odescalchi in Cambiasi è un nome vero, anche se così aristocratico e complesso da sembrare inventato.
Inventato era tuttavia lo pseudonimo che a questa donna – realmente esistita nel diciannovesimo secolo – assegnò Gabriele d’Annunzio, che scelse per lei un nome d’arte all’interno del quale ci fosse la parola “ala”.

Liala.

Ma prima di diventare Liala, Amalia è stata una moglie, una mamma, una donna che ha deciso – in un’epoca in cui erano decisioni inconcepibili – di separarsi da un uomo che la rendeva infelice, e inseguire il sogno del vero amore, che ha incontrato negli occhi del marchese Vittorio Centurione dei Principi Scotto, ufficiale della regia aeronautica.
Il loro è stato un amore totalizzante, avvincente, di quelli che ti lasciano senza fiato ma tanto non importa perchè respiri dalla stessa pancia sua.
Un amore che faceva di Amalia un essere in pienezza e armonia con se stessa e l’universo che li circondava.

Fino ad un giorno del 1926, quando Vittorio morì precipitando con il suo idrovolante nel lago di Varese.
Quel giorno Amalia dovette scegliere tra due strade.
Appassire di fronte a tanto dolore, o appassionarsi di qualcosa che potesse anche non avere le mani, le labbra, gli occhi, il calore, il fiato, l’assoluta perdizione e felicità del suo marchese.
Amalia scelse la seconda strada, Amalia scelse di appassionarsi, e cercò dentro se stessa un motivo per iniziare ogni giorno con rinnovata speranza ed inesauribile entusiasmo.
E dentro se stessa trovò il talento della scrittura; così cominciò a scrivere, e nel 1931 uscì il suo primo romanzo, Signorsì.
Amalia divenne per tutti Liala, e non c’è una signora vissuta in quegli anni che non abbia sognato leggendo almeno uno dei suoi romanzi d’appendice.

Nella stessa posizione di Amalia mi sono trovata anche io.
Anche io ho vissuto giorni in cui mi è sembrato di aver perso tutto.
Anche io ho provato la chiara sensazione di non avere più nessuno che si prendesse cura di me, anche io mi sono sentita una pianticella destinata ad appassire perché pareva nessuno si rendesse conto che necessitavo d’acqua.
E anche io ho scelto di appassionarmi, perché di appassire non avevo alcuna voglia.

C’è stata la volta in cui mi sono appassionata alle parole, e ho iniziato a leggere tutti i libri che incontravo.
Un’altra, mi sono dedicata al teatro, e ho messo su una compagnia tutta mia.
Un’altra ancora ho deciso che avevo bisogno degli altri, e mi son messa a fare volontariato con i bambini del mio quartiere per non sprecare l’amore che mi spandeva da dentro.

Mi sono appassionata per non appassire.

Devi farlo anche tu.
Non appena senti di trovarti in quello stesso bivio di Amalia – per amore per odio a causa del lavoro a causa dei legami che non ti sanno stare accanto – guarda dentro te stessa, e scegli di appassionarti.

La mia amica Antonella, per esempio, oltre ad avere un’enorme cultura e una grande curiosità per il mondo e una capacità incredibile di ricominciare daccapo e la risata più calorosa e musicale che conosco, ama disegnare, archiviare, mettere in fila le cose e i pensieri.
E allora una volta si è appassionata alla botanica, e ha iniziato a studiare e disegnare le foglie spontanee degli alberi della sua Firenze.
Quando si è resa conto che a camminare per le strade della sua amata città le foglie che incontrava le riconosceva tutte, si è appassionata proprio ai libri di Liala, ma non solo per amor di letteratura, visto che i libri li aveva già letti tutti sin da ragazzina, ma con un quid in più, con un qualcosa di ancor più particolare ed interessante e originale e anche un pochettino pazzo, se vogliamo.
Si è appassionata agli abiti che nei libri Liala amava tanto descrivere, dando a quelle parole forma e colori.
La mia amica Antonella ha 4 album di disegni bellissimi che illustrano tutti gli abiti inventati e descritti da Liala.
La mia amica Antonella si è appassionata, ed è una delle donne più in fiore che io conosca, tanto che vorrei abitasse un po’ più vicino per poterla respirare più spesso.

La mia amica Antonella ha fatto dei suoi talenti la strada per non appassire.
E se l’ha fatto Amalia, l’ha fatto Antonella, e l’ho fatto pure io – tre donne che più diverse non potrei immaginare – allora puoi farlo anche tu.

Appassionati per non appassire, e vedrai sbocciare in te ogni giorno un fiore nuovo.
Foss’anche il fiore della Titanca – che sboccia una volta sola in cent’anni di vita.

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