Regola#299atuttiisuoiretaggiindifferente…

299

A TUTTI I SUOI RETAGGI INDIFFERENTE..

Come il rumore che fa una patatina fritta appena immersa nell’olio bollente.
Solo che in questo caso quel rumore è prodotto dal mio orecchio destro, che sta friggendo dentro la piastra per capelli.

E’ sabato pomeriggio.
Ho 8 anni.
Il giorno dopo farò la prima comunione, e con la mia mamma abbiamo pensato di stirarmi i capelli per averli dritti dritti.

Per me è la prima volta.
Ammiro la parrucchiera che, ciocca per ciocca, passa quello strano aggeggio sui miei capelli, rilasciandoli luminosi e sottili.
La ammiro fino a quando gli occhi mi si riempiono di puntini, e svengo tramortita sulla sedia.

Tutto quello che ricordo è il rumore del mio orecchio che sfrigola misto all’odore di pelle di gallina bruciata, seguiti dalla sensazione di volare.
Perché in effetti, dopo essere svenuta, mi hanno portata fuori di peso a prendere aria.

Da allora, la piastra per capelli ha sempre rappresentato un incubo.
Non ho più permesso a nessuno di avvicinarne una al mio orecchio destro, perché solo a sentire il calore, svengo.

La piastra per capelli è diventata il mio primo retaggio negativo: un ricordo spiacevole diventato un limite.

Fino a qualche tempo fa, quando ho scoperto fra vecchi cd di papà Il Mio Canto Libero di Lucio Battisti.
L’ho ascoltata d’un fiato.
Fino a quella frase:

e vola sulle accuse della gente/a tutti i suoi retaggi indifferente
sorretto da un anelito d’amore/il vero amore

Sarà che in questi mesi nel vero amore sono avvolta, sarà che avevo dimenticato il gusto raffinato e dolcemente pungente di una canzone come quella, sarà che avevo proprio voglia di stirarmi i capelli, fatto sta che ho deciso di affrontarli tutti, i miei retaggi, e diventarne indifferente.

Cominciando dalla piastra.
Passando per la paura di essere tradita solo perché una volta lo sono stata.
Dal terrore di non essere all’altezza perché sono abituata a sentirmi così.
Dall’avversione per la solitudine perché non ho mai amato sentirmi sola.

Ho affrontato i miei retaggi uno a uno.
Li ho sconfitti.
Perché non dobbiamo mai e poi mai permettere a qualcosa che è stato di influenzare quello che potrebbe essere.
Il futuro ce lo costruiamo giorno per giorno, e ce lo godiamo meglio se impariamo  a superare quello che del passato ci ha segnato di più, perché lo stesso dolore non potrà mai ferirci due volte.

Se impari a farlo, sarai davvero libero.
Come un canto solo tuo.

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