Regola#283imparaacostruirecornici

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IMPARA A COSTRUIRE CORNICI

Cornici.
Sono diventata un’esperta nella costruzione di cornici.
D
i tutti i tipi, di tutti i colori, di tutte le forme.
Poi le appendo al muro, e le lascio lì aspettando il momento migliore per toglierle e buttarle via.
E quando le butto via, provo una soddisfazione indescrivibile.

Pazza?
No. E’ il mio trucco per la sopravvivenza mentale sentimentale psicologica emotiva e cerebrale in questo mondo di ritmi interminabili e incomprensioni sempre dietro l’angolo.
 
Vuoi un esempio? Funziona così.
Sono in ufficio. 
Veloce scambio di messaggi con il mio ragazzo: sabato ha un impegno che non contempla la mia presenza.
Mi incazzo, ma non glielo dico perché non voglio limitare la sua libertà, però gli rispondo male perché sotto sotto pretendo che mi legga nel pensiero.
S’incazza perché gli ho risposto male, mi chiede se è tutto a posto, gli rispondo di sì, ma gli rispondo comunque male e si incazza ancora di più perché mica è stupido e che c’è qualcosa che non va l’ha capito.
 
Finisce lo scambio di messaggi, e io mi ritrovo alienata dal nervoso e dalla frustrazione, nonché dai sensi di colpa perché avrei dovuto gestire meglio la situazione nonché dai dubbi sulla nostra storia perché se non contempla di portarmi al suo impegno vuol dire che non mi ama.
E’ matematico, nel mio piccolo ed esagerato cervelletto dove la matematica funziona solo per contare da me a te.
 
Torno a fissare il monitor del pc, ma la testa è completamente assorta da lui, da me, da noi; non riesco a concentrarmi, rispondo male ai colleghi, e più ci penso più ingrandisco un problema che in realtà non c’è.
Più ci penso, più mi sembra che il mondo mi stia per crollare addosso.
 
Un momentito.
Ma stiamo scherzando? 
Sicché chiudo gli occhi un istante, e immagino di costruire una cornice.
Scelgo il materiale, scelgo le sfumature, la grandezza.
Poi mi immagino di appenderla al muro dietro al divano del salotto, e dentro ci metto l’episodio che ho appena vissuto.
E lo lascio lì.

Perché tanto macinarci pensieri adesso non porta a niente di buono, perché tanto non è successo nulla che non si possa chiarire ed affrontare al momento giusto, perché adesso sto lavorando e la mia testa dev’essere rivolta qui, perché non è una stupidaggine come questa che può compromettere una storia bella come la nostra, perché tanto basterà parlarci per capire ed accogliere le nostre posizioni, perché tanto il mondo comunque mica mi cade addosso.
Anche se fosse qualcosa di più serio.
Anche se poi litighiamo davvero e ci molliamo.
Anche se la nostra storia dovesse finire qui.
 
Il mondo addosso non ti casca mai, ricordatelo.
Qualsiasi problema tu stia affrontando – sentimentale, personale, professionale –  c’è altro di buono intorno a te, ma se ti fissi su quello che ti fa sentire stonata sembrerà tutto troppo grande e troppo pesante da affrontare.
E allora circoscrivilo, e con il problema circoscrivi anche il malessere.
Costruisci una cornice attorno a quello che ti fa stare male, appendila mentalmente da qualche parte e vivi tutto il resto sapendo che tanto – prima o poi – quel problema lo risolvi.
Ma intanto l’hai messo da parte e sei libera di accorgerti che tutto il resto va bene.
Impara a costruire cornici per ogni cosa che ti disturba nella tua quotidianità, ed impara ad aspettare il momento giusto per affrontarla e farla a pezzetti.
Ma sopratutto, impara a vedere tutto quello che di buono comunque c’è.
 
Da quando ho cominciato a farlo, sono diventata una corniciaia perfetta.
(e sempre più innamorata)

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