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Una parete di libri e parole così intensa e così enorme, da doverci mettere per forza una scala per arrivare anche agli scaffali più alti.

I DESIDERI SI REALIZZANO SOLO SE IMPARIAMO A MODELLARLI

Un’intera parete piena di libri.
Parole dovunque.
Parole in ogni angolo.
Parole in grado di riempire ogni distanza, qualsiasi paura, qualsivoglia momento di vuoto pronto ad azzannarmi alle caviglie.

Una parete di libri e parole così intensa e così enorme, da doverci mettere per forza una scala per arrivare anche agli scaffali più alti.

Ho sempre desiderato una stanza con una parete così per la mia casa da donna adulta.
A dirla tutta, ho sempre desiderato che la mia casa da donna adulta fosse anche piena di bambini e amore e un compagno premuroso e intelligente e generoso e un cagnolino pronto a prendersi cura di tutti noi.

Ho sempre desiderato questo, per la mia casa del futuro, sin da quando ero bambina.
Poi sono cresciuta, e il futuro che immaginavo si è rivelato un presente molto diverso.

Perché la vita a volte parla una lingua diversa dalla tua, e non capisce fino in fondo quali siano i desideri che hai espresso, sicché pasticcia un po’ con il tuo destino e ti mette di fronte una realtà che sembra uscita da tutt’altro immaginario.

Un po’ come se tu ti fossi sempre sentita aggraziata, serafica e realizzata come le ballerine di Degas,  e poi ti guardi allo specchio e hai gli stessi bordi di una figura di Picasso.
Colorata, certo. Ma incomprensibile.

In questi casi, ci sono solo due cose che puoi fare: una sbagliata, e l’altra giusta.

Abbatterti, e prendertela con tutto quello che ti viene  in mente – dalle persone che hai accanto al lavoro che stai facendo alle scelte che hai sbagliato alle opportunità che non ti si sono mai presentate – diventando una persona infelice, incattivita, triste, o ancor peggio, invidiosa.
E questa è la cosa sbagliata.

Oppure puoi prendere quello che desideravi, e ribaltarlo a tuo piacimento fino a che non sarai riuscita a realizzarlo. Fino a che non sarai felice.
E questa è la cosa giusta da fare.
Perché è per questo che siamo qui: per essere felici.
E non importa se per farlo devi prendere il tuo desiderio di bambina e continuare ad impastarlo finché non avrà esattamente la forma che puoi avere adesso.
Devi fare di tutto per essere felice, perché la tua felicità diventa combustibile per il cuore degli altri, innescando un domino di positività che non hai idea fin dove possa arrivare.
Impara ad indossare i tuoi desideri, rimodellarli, reinventarli a seconda di quello che sei diventata oggi.
Impara a sentirti vincente sempre, anche quando ti sembra di andare nella direzione opposta a quello che avresti sempre pensato di fare.

Io, per esempio, una casa con una parete piena di libri fino al soffitto mica ce l’ho.
Ma ho una casa, che ho disseminato di libri ovunque: dentro le lanterne sparse negli angoli delle stanze, nelle cassette di frutta che riempiono la cucina.
Nelle mensole che colorano le pareti.
Nei cassetti del mobiletto del bagno.
Nell’armadio in garage.
Persino nel letto, sopra al cuscino a fianco di quello dove dormo io.

Le parole, le ho scritte sulle tende.

La scala, ce l’ho in camera. Una di quelle vecchie scale di legno, che si tenevano nei granai, e che mi ricorda tutte le mattine che nella vita si può sempre puntare ad andare più in alto.

E vicino alla scala, ho appeso un portafiori di legno bianco, solo che al posto dei fiori ho messo i tre libri che per me hanno contato di più finora, e che riesco a prendere solo usando la scala.

Ed ecco realizzato il mio desiderio di bambina, ma con il cuore e la testa e l’esperienza e il vissuto della donna che sono.
Incomprensibile a volte, lo riconosco.
Ma colorata e intensa.
Esattamente come una tela di Picasso.

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