Regola#223nonesistonosceltesbagliate

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…Quella bambina ero io; e quello è stato uno dei giorni che non dimenticherò mai, perché quel giorno di tanti anni fa ho deciso cosa sarei voluta diventare da grande…
NON ESISTONO SCELTE SBAGLIATE

Un pezzo di compensato rettangolare, alto 70 cm e largo 40, dello spessore di 5 millimetri, ricoperto da un foglio di plastica bianco.
Due pennarelli cancellabili, uno blu e uno rosso; un cancellino appeso al compensato da un filo di canapa.
E una bambina di otto anni che è la più felice del mondo, mentre osserva il suo papà che le attacca alla parete della camera la lavagna che le ha appena costruito, e mentre mette in fila tutte le sue bambole, ed inizia a spiegare loro la lezione di matematica studiata quella mattina stessa.
Quella bambina ero io; e quello è stato uno dei giorni che non dimenticherò mai, perché quel giorno di tanti anni fa ho deciso cosa sarei voluta diventare da grande.
La maestra; da grande avrei fatto la maestra, una di quelle maestra brave e buone e che vanno a scuola in bicicletta con il cestino in vimini pieno di libri.

Ci sono riuscita? Ovviamente no.
Perché poi in terza media, invece di iscrivermi alle magistrali, ho accontentato mamma e papà che volevano per la loro unica figlia un’istruzione illustre, e ho scelto un liceo classico ad indirizzo linguistico.
Ho rimpianto quella scelta quasi per tutto il resto della mia vita, incolpando chiunque: i miei genitori, la mia migliore amica di allora che avrebbe dovuto seguirmi ed invece si era scritta – beata lei – proprio alle magistrali, i miei vecchi professori delle medie che avevano assecondato le pressioni dei miei; persino i bidelli, se solo avessi ricordato i loro nomi.
E più di tutti, ho incolpato me stessa per non essere stata in grado di prendere la decisione giusta.

In tutti gli anni dopo, ho passato giorni e giorni – soprattutto quando qualcosa nella mia vita andava storto – a piangermi addosso per quella prima, grande scelta della mia vita, che ho sempre pensato essere sbagliata.

Ed ho sempre sbagliato a pensarla così, perché non esistono scelte sbagliate, mai.
Esistono le scelte, punto.
Che si tratti del lavoro che accettiamo o del vestito che scegliamo per il primo appuntamento dopo mesi; che si tratti del nuovo taglio di capelli o dell’appartamento che decidiamo di comprare; che si tratti del posto al cinema o della nuova auto, del nome che scegli per il gatto o della città europea dove decidi di passare il Capodanno.
Che si tratti di lasciare tuo marito per un estraneo appena incontrato, o di sposare il tuo migliore amico perché hai bisogno di certezze e solidità, che si tratti di chiudere un legame che ti fa sentire alienata dalla tua vera natura, o che si tratti di mollare tutto per cambiare completamente vita.
Che si tratti di una scelta banale, o di una che ha il peso di tutta una vita.
Sono tutte scelte, e non sono mai sbagliate.

Una scelta sboccia da un insieme di situazioni e pensieri ed emozioni e fattori da considerare e circostanze da tenere presenti, e soprattutto sboccia da quello che tu sei e stai vivendo in quel momento, e se in quel momento scegli una strada piuttosto che un’altra, allora vuol dire soltanto una cosa.
Doveva andare così.

Hai dato alla tua vita quella determinata impronta perché in quel momento tutto ti portava lì; e giudicare una scelta soltanto dalle conseguenze, non serve a niente e non vale a nulla se non a tormentarti inutilmente.
La vita non permette a nessuno di puntare su di un numero quando è già uscito, ed è proprio questo parte della sua bellezza.
Abbiamo il nostro jackpot da puntare, e lo facciamo a seconda di quello che pensiamo possa essere il numero vincente.
Scegliamo quel numero.
Tutto il resto fa parte di un’altra pagina, di un’altra giocata.
Di un’altra storia di te tutta da rimettere in gioco.

Ogni volta che, guardandoti indietro, senti l’impulso di cadere perché ti sembra di avere fatto – una dopo l’altra – soltanto scelte sbagliate, fermati.
Guardati intorno.
Credi davvero che non saresti esattamente dove sei ora se anche avessi imboccato una strada diversa?
Credi davvero che saresti stata più felice?
Credi davvero che avresti pianto meno?
Ma soprattutto, credi davvero di poterti dare queste risposte? No. Nessuno può.

E allora tanto vale aggrapparsi a quello che hai e che sei, concentrarsi su tutto quello che hai imparato proprio grazie alle tue scelte, e ripartire da lì.
Perché una cosa è certa: puoi ripartire sempre, più forte di prima, senza più rimpianti, senza più sentirti sbagliata, perché questa parola dal tuo vocabolario la devi proprio cancellare.
O comunque, non devi abbinarla mai più alle scelte che hai fatto in passato.
Preparati a puntare di nuovo sull’unica certezza che hai, che è anche la più importante, quella che non ti abbandonerà mai e sulla quale potrai puntare sempre: TU.

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