Regola#179nonrischiaredidiventareunaragazzadifficile

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…non puoi approcciarti ad ogni uomo che incontri come se stessi giocando a “Indovina chi” scartando tutti e sperando che l’ultimo che resti sia Mister Lui…

NON RISCHIARE DI DIVENTARE UNA RAGAZZA DIFFICILE

Tutto è iniziato con Gastone.
La prima volta che mi sono resa conto che stavo diventando una di quelle tipiche donne “difficili” cui non va mai bene nessuno, è stato per colpa di Gastone.

Novembre di qualche anno fa.
Conduco l’annuale cena delle forze dell’ordine; sono circondata da giovanotti fisicati e dall’aspetto rassicurante tipico delle forze dell’ordine.
Fra i giovanotti fisicati spicca lui: alto, spalle larghe, bicipiti tricipiti e simili belli allenati, sorriso aperto e cordiale, occhi scurissimi e testa pelata.
Esattamente il mio tipo.

Ci fissiamo per tutte la cena.
Sorride alle mie battute, applaude alle mie presentazioni.
Ogni tanto guardo verso di lui, e scopro che mi sta osservando.
Se non stessi lavorando, e se non stessi lavorando circondata da forze dell’ordine e se non stessi fingendo di essere una persona seria, gongolerei ballando sulle note di Barry White e lanciando le braccia in ogniddove.

Ormai è chiaro, sono in preda ad un attacco acuto da sindrome da spingi spingi, (vedi la regola#32).
La serata sta finendo, l’uomo dei miei sogni (perché questo è diventato) mi si avvicina con un calice di vino.
“Posso brindare alla conduttrice della serata?”
Alzo il calice, mi immagino già a vivere la stessa scena tutta di bianco vestita bellissima e magra come non mai. Lui mi porge la mano, e con una voce calda e soave dice: “Piacere, Gastone”.

Come quando a due anni il tuo primo palloncino colorato ti scoppia sulle orecchie.
E ciao ciao Wilson.
In un secondo mi immagino in chiesa, con il mondo mondiale alle mie spalle venuto per vedere se ci sono riuscita davvero a farmi sposare.
“Io Gastone prendo te, Wendy”.
E giù tutti a ridere immaginandomi la signora GasGas.

Gastone, per me è no. E buona pace ai topini simpatici di Cenerentola.

Da quel giorno, senza che me ne rendessi conto, è stato tutto un susseguirsi di ics rosse messe qua e là sopra ad ogni povero cristo che incontravo.
Uno è troppo giovane, ha ancora i brufoli; l’altro è troppo vecchio, ha i capelli grigi.
Quello batte i tacchi delle scarpe quando parla.
Quell’altro ha i denti storti.
Quello lì sputacchia quando starnutisce, quello là scrive “un’altra” senza apostrofo e scrive nn invece di non e ke invece di che.
Quello lì vive ancora con i suoi, quello là è stato sposato con una ex modella di lingerie.

Questo no, quello no.
Fino al giorno in cui mi sono detta: un momentito, ma tu chi ti credi di essere??? La principessa Kate? Brooke Shields che fa figli su di un’isola deserta?
No. Sei una ragazza normalissima, e probabilmente a qualcuno dà fastidio quando ti tocchi i capelli o quando non lasci parlare le persone o quando fai la maestrina o quel tuo tic di passartie l’unghia del pollice sulla labbra quando stai scrivendo.

Non puoi approcciarti ad ogni uomo che incontri tentando di intuire se ha gli alleli giusti per accoppiarsi con te semplicemente perchè hai passato i trenta.
Ma soprattutto, non puoi approcciarti ad ogni uomo che incontri come se stessi giocando a “Indovina chi” scartando tutti e sperando che l’ultimo che resti sia Mister Lui.
Rilassati!
Conosci le persone per quelle che sono.
Apprezzale in quello che sono proprio come pretendi gli altri facciano con te.
Concediti il lusso bellissimo di incontrare essere umani, e lascia che sia l’istinto a farti capire se vuoi che diventino amici, nemici, amanti.

Non cadere nella trappola di diventare una ragazza difficile; ma lavora piuttosto per diventare difficile da conquistare.
E beata quella che l’ha capito molto prima di me e che adesso è la signora GasGas!

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