Regola#177noncredereatuttoquellochetroviinrete

Irina-Shayk-9
…non bisogna assolutamente credere a tutto quello che leggiamo sul web o troviamo nel social o ci arriva mia mail…

NON CREDERE A TUTTO QUELLO CHE TROVI IN RETE

“Hi, my name is Wendy!”
Supponi di ricevere una mail che, come oggetto, ha proprio questa frase.
Supponi anche che il mittente di questa mail sia io, che mi chiamo proprio Wendy (Eustachia è il secondo nome, quello facile da ricordare…!).

Che fai? Apri la mail, giusto? Tanto mi conosci, di me ti fidi, se ti mando una mail come questa non può che essere qualcosa di buono, giusto? NO! Sbagliato! Ed ecco perché.

Maggio 2001. Da quasi un anno dirigo un centro congressi specializzato in fiere dell’oro. Amo il mio lavoro, amo la mia routine ma soprattutto amo i miei clienti.

Uno di questi è svedese, e ovviamente si chiama Sven. Oppure Olaf, tanto è ovviamente svedese uguale. Con Sven/Olaf mi sono sentita spesso ultimamente, vuole uno spazio più grande e mi sto occupando di accontentare tutte le sue richieste.
Sicché con Sven/Olaf ci si sente spesso al telefono, e ci si scrive anche parecchie mail.

Gran bella invenzione, le mail.
O almeno, così pensavo. Fino a quel giorno di maggio, quando da Sven/Olaf mi arriva una mail con allegato.
“Ecco il mio amico svedese che mi scrive!”.
Penso io, sentendomi più cosmopolita che mai. Poi leggo l’oggetto della mail. Strano, penso.

“Hi, my name is Wendy”.
Ora, io mi chiamo così, indi per cui non credo Sven/Olaf si sia potuto sbagliare.
Indi per cui, senza timore alcuno apro l’allegato.

E parte un video. E nel video c’è una signorina. E la signorina ha i capelli castani e lunghi come i miei. Solo che la signorina è gnocca. E la signorina non sembra essere un granché timida, visto che nel video, nel giro di un minuto, sorride e poi si spoglia – del tutto – e inizia a farsi – di tutto. Spengo inorridita, le guance in fiamme, gli occhi stralunati.

Sven/Olaf, penso. MA CHE CAZZO DI SENSE OF HUMOUR HAI????
Fuori di me dalla rabbia, prendo il telefono per chiamarlo. Ricordo ancora la sua voce, mentre quasi in lacrime mi chiede scusa e mi spiega che il suo pc aveva preso un virus. Che si era diffuso a tutta la sua rubrica (tra cui c’ero anche io).
Ok, Sven/Olaf, ti perdono.
Riattacco.
Squilla il telefono.
Uno dei miei espositori preferiti.
Che mi avvisa DI-AVERE-APPENA-RICEVUTO-UNA-MAIL-CON-IL-MIO-NOME.

Il resto puoi immaginarlo.
Perché se all’inizio del nuovo secolo la posta elettronica non era così diffusa, non lo erano nemmeno i virus e gli antivirus e la consapevolezza che in rete si può trovare di tutto, come oggi.

Ecco perché in quel maggio 2001, tutti i miei 100 e passa clienti hanno ricevuto una mail DA ME, con nell’oggetto un saluto da parte MIA, e nell’allegato la “MIA” performance.
Esattamente tre settimane dopo, parte la seconda edizione annuale della fiera dell’Oro.
Uno per uno, ho rivisto tutti i miei clienti.
Che uno per uno, non hanno potuto fare a meno di complimentarsi, tra risatine e occhiatacce al mio decolleté – forse volevano essere sicuri al 100% che quella del video non fossi io.

Da allora, sono diventata un segugio per le fregnacce che circolano sul web; perché la tecnologia purtroppo è avanzata anche in questo, e pur di ricevere un clic o accumulare visualizzazioni, on line si trova di tutto.

Ma tu amica sei ancora più avanti del progresso, e hai imparato che non bisogna assolutamente credere a tutto quello che leggiamo sul web o troviamo nel social o ci arriva mia mail.

Hai una gran bella testa, giusto? E allora, usala.
Non pensare quello che vogliono farti pensare e non credere a tutto quello che vogliono farti sorbire e non passare per vero tutto quello che sembra tale.

Diventa un filtro per le cose che non vuoi ti feriscano e per le notizie che non vuoi ti turbino e per le prese per i fondelli cui non vuoi incappare.
Filtra più che puoi, seleziona più che riesci.
E dedica il tuo tempo soltanto a quello che ti piace, e a quello cui credi davvero.

(Come per esempio tutte le #176 regole che ho scritto finora, e che sono una per una assolutamente vere in ogni dettaglio; tutte storie di vita vissuta. Ahimè o per fortuna, questo devo ancora capirlo!)

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