Regola#268ancheseavessituttiipianeticontro

268

ANCHE SE AVESSI TUTTI I PIANETI CONTRO

E l’una passata.
Sono in autostrada.
Sto tornando da Udine, dove ho appena finito di condurre la festa in piazza per l’arrivo del nuovo anno.
Sono stanca, provata, affamata, senza voce, ma soddisfatta.
Infreddolita al punto che le punte dei polpastrelli sembrano piccole stalattiti che mi pendono dalle dita.
Ma la prossima destinazione di questa notte del 1 gennaio 2017 mi mette un tale calore nella pancia, che non riesco a sentirmi giù.
Anzi.
Non vedo l’ora di percorrere i 206 chilometri che mi separano dalla seconda parte della mia nottata da veglione.

La strada è quasi deserta.
Le stelle sembrano brillare ancora di più.

E mentre guido, macino alla stessa velocità l’asfalto sotto le ruote e i miei pensieri.

Niente bilanci, quest’anno.
Ho deciso che non voglio fare bilanci, perché tanto per i numeri non ci sono mai stata portata.
I conti io non li so fare, tanto meno quando la vita mi butta addosso cose eventi persone emozioni sbagli sconfitte conquiste che non avevo messo in conto.

Decido di concentrarmi sulle cose brutte che ho vissuto, sui momenti bastardi, sulle giornate di così poca lucidità che non mi riconoscevo nemmeno se sentivo gridarmi in faccia il mio nome.
Rivivo tutto il peggio dell’anno appena passato come se fossero spilli puntati sotto le unghie proprio in questo momento qui.
Ripenso a chi mi ha fatto del male, a chi mi ha perduta, a chi non ha creduto in me, a chi mi ha voltato le spalle, a chi mi ha mancato di rispetto.
Penso a tutte le volte che ho pianto, che ricordo una per una.
Penso a tutte le volte che ho pensato di non farcela, e che mollare sarebbe stata la scelta più sensata.
Penso a tutte le volte che non sono stata capita.
Penso a tutte le volte che ho frainteso.

La strada è quasi deserta, le stelle quasi pulsanti solo per me.
Sto stringendo il volante più forte di quanto dovrei.

La schiena dritta, il collo allungato e la testa alta, guardo la strada davanti a me.
E mi rendo conto che ci sono.
Esisto.
Sono qui, nell’abitacolo della mia auto che mi sta portando nel solo posto dove voglio stare.
E soprattutto, mi rendo conto che sono forte, sono molto più forte di tutto quello che di brutto l’anno appena passato mi ha dato.
Sono viva, sto bene, sto sorridendo.
Ho vinto io, e vincerò ancora, e ancora di nuovo.

E vale anche per te.
Chiudi gli occhi, pensa anche tu a tutto il peggio dell’anno passato.
Rivivi tutto.

Poi apri gli occhi, guardati intorno, e sentiti esattamente quello che sei.
Un guerriero coraggioso e vincente.

E non importa se anche quest’anno ti si prospettino tutti i pianeti contro; te fregatene, che tanto se sei arrivato fino a qui, non c’è più niente e nessuno che può pensare di poterti fermare.

E lo sanno bene tutte le cose belle di cui l’anno scorso hai potuto godere, e che restano dentro di te come memoria che dopotutto non è sempre e solo merda.

La strada si sta popolando un po’ di più.
Le stelle son tornate al loro posto, irraggiungibili e sbiadite, tanto il loro compito di cornice esistenziale l’hanno compiuto.

Sono quasi arrivata.
Mi aspettano due occhi castani, piccoletti e intensi; mi aspetta un altro giorno, un’altra avventura, un’altra storia.

Mi aspetta un altro anno.
Ci aspetta un altro anno.
Che vivremo alla grande, dovessimo avere anche tutti i pianeti contro.

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