Regola#260credisoloinquellochesenti

  • 260CREDI SOLO A QUELLO CHE SENTI

C’è stato quello che ti porterò a Parigi, e che quando abiteremo in questa casa avremo un giardino bellissimo.
Ma io sentivo che non era per me, sentivo che non era sincero.
E avevo ragione.

C’è stato quello che il nome del bambino lo deciderai tu, e che prenderemo un cucciolo per fargli compagnia.
Ma io sentivo che in realtà non era quello che voleva, e che non sarebbe mai andata così.
E avevo ragione.

E a forza di avere ragione e dover raccogliere i cocci di queste storie tutte coniugate al futuro soltanto per tenermi buona lì, ho iniziato a smettere di credere, nelle persone e nel futuro.
Non volevo più sentirmi come una biglia spinta qua e là da dita dispettose con l’unico obiettivo di portarmi un po’ più avanti per vincere la loro gara.

Ed ero diventata un essere umano scettico, verso tutto; verso gli altri, verso il futuro, verso di me.

Fino al giorno in cui ho provato una piccola, immensa, inaspettata gioia, che ha fatto saltare un battito al mio cuore, una sorta di lieve aritmia che ho percepito solo io e mi ha fatto capire che c’è un’unica cosa in cui dobbiamo credere: in quello che sentiamo.
Che è l’unica scelta possibile.

E io credo negli abbracci sinceri, quelli che ti concedi di slancio, e non quelli fatti apposta per appoggiarsi un po’ di più.
Credo nella voce di mia nipote quando la chiamo per sentire com’è andata a scuola e mi risponde con l’entusiasmo dei suoi dieci anni.
Credo nelle strette di mano di chi mi ringrazia per un sorriso, per una gentilezza, per un gesto di rispetto non richiesto.
Credo nell’esultanza dei ragazzi della mia squadra quando fanno goal, e nell’energia dei tesserati più piccoli quando vengono ad allenarsi con le borse più grandi di loro.

Credo nelle parole di chi mi sta accompagnando in questo viaggio straordinario chiamato Eustachia BonTon, convincendomi regola dopo regola che questa sia davvero la mia strada.

Credo nell’amicizia, credo nella forza della fede, credo – e non smetterò mai di farlo – che la vera civiltà parta dalla cultura e dall’educazione.
Credo nel potere della musica, nella forza della poesia, nella disarmante onestà della cultura.
Credo nel valore dei propri sogni e nell’immensa potenza assoluta della verità.

Credo nell’amore, nella sua esistenza, nella purezza di un sentimento cui non puoi opporti, nella fragilità di un percorso che costruisci in ogni istante, nella passione di due corpi che non riescono a stare staccati.

E proprio perché ho deciso di credere solo a quello che sento, credo in te.

Credo negli occhi che vedo quando mi guardi, credo nelle tue mani che sanno come toccarmi e credo nei tuoi pensieri, che sanno spostare il baricentro delle mie convinzioni.

Ed ecco che il futuro non mi spaventa più, perché altro non è che un insieme di presente, messi uno dietro l’altro.

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