Regola#138nonstrafare,mafadituttoperesserequellachesei

Agrodolce
Ciao, mi chiamo Eustachia BonTon, ho 39 anni e non posso pensare alla tequila sale e limone senza vomitare.

NON STRAFARE, MA FA DI TUTTO PER ESSERE QUELLA CHE SEI

Ciao, mi chiamo Eustachia BonTon, ho 39 anni e non posso pensare alla tequila sale e limone senza vomitare.

Tutto perché quella sera di dieci anni fa ero convinta di avere incontrato l’uomo della mia vita, che mi aveva invitata ad uscire con i suoi amici, e volevo assolutamente fare colpo su di lui e su tutta la sua compagnia.
Sicché quando decidono di fare una gara a colpi di tequila sale e limone, mi intrometto e dico che voglio partecipare anche io – pur sapendo che di solito mi gira la testa con un solo bicchiere di vino.
Ma volevo fargli vedere una me che pensavo potesse piacergli più della me vera, e allora inizia la recita.

Sento i suoi occhi su di me per tutto il tempo: mentre passo la lingua sulla mano sinistra, nel piccolo corridoio di pelle tra il pollice e l’indice; mentre ci verso sopra il sale; mentre butto giù tutto il bicchierino di tequila; mentre – con gli occhi dentro ai suoi – addento la fettina di limone.

Una volta.
Due volte.
Tre.
Quattro.

Cinque tequila buttate giù in venti minuti.
Chiaramente ho vinto io la sfida.
E altrettanto chiaramente, ho preso una sbornia di quelle che ricordo ancora, vergognandomene anche parecchio.
Perché mi sono rovinata la serata per essere quella che non sono, e tutto per piacere a un tipo che – in realtà – non mi filava per niente. E comunque, non ne sarebbe valso la pena.
Tuttavia, quella sera per me è stata molto preziosa, perché ho capito diverse cose fondamentali per evitare di ripetere errori simili.

  1. La tequila è una bevanda bastarda: ti batte nelle tempie dopo un po’, ecco perché subito dopo averne bevute cinque mi sentivo in cima al mondo, mentre dieci minuti dopo mi sentivo un rottame.
  2. Non serve alzare il gomito per stare bene in compagnia, tanto meno se conosci i tuoi limiti (e i miei si limitano a una birra piccola o un bicchiere di prosecco, quindi quella sera sapevo perfettamente che stavo sbagliando).
  3. Se ti scappa la pipì e devi andare in bagno, fatti accompagnare. Sennò rischi di stare a fissare il water per infiniti minuti, appesa alla cordicella dell’acqua che tiri interminatamente senza che l’acqua scenda; e tu stai lì a fissare il water appesa alla cordicella che non fa partire l’acqua chiedendotene il motivo, fino a quando qualcuno entra e ti spiega che quella – in realtà – è la cordicella dell’allarme.
    Che stai facendo suonare in tutto il locale da cinque minuti buoni.
  4. Se vuoi conquistare un ragazzo che ti piace, strafare non serve a nulla, se non a farti sembrare una tipa perennemente sopra le righe, che non si vorrebbe manco far salire in macchina per evitare che vomiti sui sedili in pelle del BMW.

E questa è stata senz’altro la lezione più importante.
Dovunque tu sia e con chiunque tu stia passando il tuo tempo, sii sempre e solo te stessa.
Barare non serve, soprattutto nelle relazioni con il resto del mondo.
Fingere di essere quello che non siamo è una fatica inutile, che porta a costruire un’immagine di noi falsata e impossibile da mantenere sempre, a maggior ragione se poi è proprio la falsa noi che sembra piacere a tutti.
Ti costringeresti a recitare sempre, e vivere perennemente in tensione, col timore che rivelare ciò che sei possa non piacere più.

Sii sempre quello che sei, sempre fedele a quello che senti di fare: è l’unico modo per avere accanto persone sincere, che sapranno apprezzarti – o criticarti – soltanto per la tua natura.
Ed è anche l’unico modo per essere tu sincera con le persone che ti vivono.

Ciao, mi chiamo Eustachia BonTon, ho 39 anni e non posso pensare alla tequila sale e limone senza vomitare; mi piacciono le tisane al finocchio, soprattutto la sera prima di andare a dormire, magari leggendo un po’, il gingerino con il prosecco se devo prendere un aperitivo e l’acqua con le bollicine a pranzo.

Sono una chiacchierona, un’inguaribile romantica – anche se fatico ad ammetterlo – e amo scrivere.
A qualcuno piaccio, a qualcun altro meno.

E quando mi guardo allo specchio, sorrido. Perché quello che vedo sono io, esattamente io, e bella o brutta che sia, mi piace l’idea di piacermi così.

Ed il solo rapporto che ho con il sale, è quando me lo getto alle spalle se per sbaglio si rovescia a tavole.
Tiè!

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